Insegnamento dei Tarocchi in tempo di pandemia

In questa serie di articoli che ho intitolato L’insegnamento dei Tarocchi in tempo di pandemia voglio dare una interpretazione della simbologia degli Arcani Maggiori alla luce di ciò che sta succedendo a livello mondiale a causa della pandemia causata dal Corona virus.

Tutti noi sappiamo quanto sia grave la situazione ad ogni livello, personale, sanitario, economico, commerciale, ecc. Per cercare di ridurre i contagi abbiamo dovuto restringere il campo delle nostre libertà individuali. Io resto a casa è il must, l’ordine che le autorità politiche e sanitarie continuano a ripetere e che noi stessi ripetiamo agli altri. Lo facciamo per senso civico, lo facciamo per paura di essere contagiati e di contagiare i nostri cari, lo facciamo perché ormai lo impone la legge.

Ogni Nazione in tutto il mondo sta prendendo provvedimenti più o meno restrittivi, in base alla consapevolezza che hanno del pericolo effettivo di questa pandemia per il loro Paese.

Una crisi di tale portata non si è mai vista negli ultimi secoli. Il Corona virus è un flagello invisibile che colpisce tutto il mondo e ci mette in una sorta di assetto di guerra e di coprifuoco permanente, anche se non vediamo il nemico e non sappiamo dove e quando potrà colpire.

Questa crisi, come tutte le grandi crisi nella storia dell’umanità, porterà dei cambiamenti nella nostra vita quotidiana futura. Chi pensa che passata questa onda nefasta si possa tornare a “come eravamo prima” si illude o si vuole illudere. Le cose cambieranno, e in molti aspetti stanno già cambiando. L’esperienza che stiamo comunemente vivendo è carica di germi creativi, che già si vedono spuntare qua e là.

La speranza è quella, innanzitutto, di farcela, di vivere, di non essere contagiati e se contagiati di poter guarire. Poi, viene la speranza di riprendere le nostre attività produttive, soprattutto. In questo ambito molte cose non saranno più come prima.

Inoltre, io nutro la speranza che le persone, che noi tutti, ognuno di noi, prenda coscienza che il “mondo di prima” non era poi così bello, che oltre alle cose belle che pur c’erano prima, ci possono essere cose altrettanto belle e che avevamo dimenticato o, peggio ancora, sacrificato per egoismo, avidità e spirito di potenza.

Questa crisi fa emergere valori che avevamo perso, come quelli del sacrificio personale (pensiamo a tutti i sanitari che si stanno occupando dei malati a rischio della propria vita), della solidarietà (molte persone stanno facendo donazioni per tutte quelle opere ed iniziative che servono per contrastare questo attacco), della temperanza (non possiamo avere tutto e subito), della pazienza (stare a casa, magari con due tre figli, non è facile), della forza per resistere, del rispetto della natura (il livello di inquinamento è drasticamente calato e anche in città si comincia a respirare un’aria pulita); e poi il valore della lentezza e del silenzio, del rispetto e dell’educazione civica, ecc.

Alla luce di tutto ciò interpreterò gli Arcani Maggiori, utilizzando il mazzo dei Tarocchi Soprafino, un mazzo creato da Ferdinando Gumppenberg e stampati da Carlo della Rocca a Milano nel 1835. Qui vedrete le lame dell’edizione DeVecchi con la dicitura in francese.

Ho deciso di utilizzare questo mazzo intanto perché è italiano, poi perché è stato creato a Milano, il capoluogo della regione più colpita dal Corona virus, la Lombardia, e infine perché è raffinato e ricco di dettagli significativi.

Parte I: Analisi e interpretazione de Il Bagatto e Il Matto

Parte II: Analisi e interpretazione de L’Imperatrice e L’Imperatore