Decadi e Decani astrologici

In un precedente articolo avevamo visto il significato delle Dodecatemorie. Esse indicano la suddivisione di ciascun segno dello Zodiaco in ulteriori dodici parti, per cui ogni dodecatemoria corrisponde a 2,5° dell’eclittica, per cui in totale abbiamo 144 dodecatemorie.

Il termine Decano, invece, indica la suddivisione di ciascun segno dello Zodiaco in tre parti di 10° ciascuna. Lo Zodiaco sarà così formato da 36 Decani.

L’origine di questa suddivisione è molto antica, la si ritrova nelle tavole dei popoli mesopotamici e nei rituali antichi di culti e religioni ormai perduti. 

Astrologia egizia
Tavola delle stelle diagonali, risalente all’XI dinastia egizia

Anche gli egizi usarono questa suddivisione. Infatti, Gli essi dividevano l’anno in 360 giorni, con dodici mesi di trenta giorni; i giorni dell’anno venivano suddivisi in 36 decadi di 10 giorni ciascuno. Ad ognuno dei 360° dell’eclittica lungo cui scorre il Sole era associato un paranatellon, per caratterizzare le stelle o costellazioni che sorgono simultaneamente a una data stella o costellazione, assegnando così un asterismo diverso a quasi tutti i giorni dell’anno. L’asterismo sta a indicare gruppi di stelle che possiamo unire per formare delle forme geometriche, ma che sono tali solo grazie alla prospettiva, non perché siano fisicamente collegati.

L’importanza di questa suddivisione sta nella posizione che i pianeti occupano nei vari decani e che ne determina il significato e quindi l’interpretazione che ne verrà data.

Essi consideravano i Decani i Reggenti del mondo (kosmokratores o pantocrati, che significa onnipotenti), ed erano i depositari degli dei con il potere di determinare gli eventi.

Giulio Firmico Materno nel suo trattato Matheseos libri octo del IV sec. d.C., suddivide i vari segni dello zodiaco in tre parti o facce di 10° ciascuno, ognuna delle quali è dominata da un pianeta. L’ordine della sequenza dei pianeti è quella caldaica, cioè a partire da Marte, come sovrano del primo decano dell’Ariete, si procede con la successione di Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna.

Più complesso è il metodo di Marco Manilio, che descrive nel Libro IV del trattato Astronomicon. Egli suddivide ogni segno zodiacale in tre ulteriori segni, assegnati in sequenza secondo l’ordine tradizionale, a partire dall’Ariete i cui decani saranno Ariete, Toro e Gemelli, a seguire il Toro con i suoi decani Cancro, Leone e Vergine, e così via. In tal modo diventa possibile associare i vari segni di questo micro-zodiaco ai pianeti in essi domiciliati.

Il ruolo dei decani non fu sempre ritenuto rilevante dagli astrologi, soprattutto nel Medioevo essi vennero considerati secondari rispetto ad altri elementi.

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