Almanacchi famosi dal XVII sec. ad oggi. Parte I

Il termine “almanacco” deriva dall’arabo al-manakh, che significa calendario. L’almanacco è più di una semplice sequenza di giorni e mesi, in esso troviamo anche indicazioni astronomiche, come l’ora in cui sorge e tramonta il sole, le fasi della luna, la posizione delle stelle e dei pianeti.

Con il tempo si sono aggiunte sempre più informazioni, come le indicazioni geografiche utili ai navigatori, o le previsioni metereologiche e le date utili per la semina e la raccolta, ecc. E ancora, le notizie sui prezzi dei raccolti e del bestiame, le date e i luoghi dove si tenevano le fiere, semplici consigli sulla salute, e anche racconti e resoconti di vita quotidiana.

L’avvento della stampa, nel Cinquecento, favorì lo sviluppo e la diffusione degli almanacchi, che divennero una sorta di rivista d’informazione per il popolo. Il XIX sec. fu il periodo di massimo splendore per gli almanacchi.

L’Almanach de Liège

Almanacco di Liegi

Almanach de Liège 1797

Creato da Matthieu Lansbert (anche scritto come Mathieu Laensberg, Lansberg, Lansbergh, o anche Laensbergh), probabilmente un ecclesiastico collegato alla corte del Principe Vescovo di Liegi.

L’edizione più antica di questo Almanacco risale al 1626. A quell’epoca Liegi era un Principato, e l’Almanacco fu pubblicato fino al 1797. A seguito della rivoluzione che infiammò in tutta Europa, il Principato di Liegi vide la fine nel 1801.

Si stima che la sua diffusione dell’Almanacco di Liegi nel XVIII sec. arrivava a sessantamila copie. Il suo prestigio era tale che alcune copie venivano prodotte in edizione di lusso e inviate alle autorità locali come oggetti di regalo per grandi personaggi stranieri.

L’Almanacco di Liegi dava informazioni sugli influssi delle stelle negli affari umani, fornendo al contempo consigli pratici, medici e domestici, storie e aneddoti dell’epoca.

Sembra però che l’Almanacco avesse anche un contenuto esoterico, infatti, per alcune delle sue previsioni utilizzava uno stile geroglifico destinato ufficialmente agli analfabeti, ma alcuni vedono messaggi in codice comprensibili solo da parte di alcune società segrete in piena espansione in quel periodo. Una di queste era la società segreta dei Rosacroce, ben radicata nel Principato di Liegi e nello stesso ambiente ecclesiastico. Stranamente, nonostante il suo contenuto esoterico, l’Almanacco di Liegi ha ricevuto il consenso sia delle autorità civili che di quelle religiose civili, il che spiega sicuramente il suo successo.

Almanacco di Liegi 2020. Almanach de Liège 2020

Oggi l’Almanach de Liège viene pubblicato ogni anno da Casterman. Lo potete Acquistare su Amazon.


L’Almanacco Perpetuo di Rutilio Benincasa

Rutilio Benincasa fu un astronomo e astrologo italiano, nato a Torzano, oggi frazione del comune di Cosenza denominata Borgo Partenope, nel 1555.

La sua opera più conosciuta è l’Almanacco Perpetuo, scritto nel 1587, e stampato per la prima volta nel 1593. Nei secoli successivi l’opera ebbe numerose edizioni revisionate da vari studiosi. L’intervento più consistente fu quello di Ottavio Beltrano che, verso la metà del Seicento, riorganizzò l’opera, aggiornò numerose tavole, comprese le effemeridi calcolate dal Benincasa, ed aggiunse intere sezioni di proprio pugno.

L’Almanacco Perpetuo di Rutilio Benincasa è un’opera vasta che raccoglie la quasi totalità delle conoscenze scientifiche e delle credenze popolari del Cinquecento.

Almanacco Perpetuo di Benincasa

Gli argomenti in esso contenuti riguardano il calcolo delle fasi lunari, previsioni astrologiche, struttura del calendario e delle feste mobili, la cronologia degli avvenimenti più importanti della storia naturale, nozioni di anatomia e astrologia medica, un trattato di fisiognomica, nozioni di geografia, di aritmetica, di geometria e di navigazione, ecc.

Questo Almanacco ebbe molto successo e divenne modello anche per altri Almanacchi, tra i quali il Barbanera.

Almanacco Pepetuo copia del 1661 in vendita su Ebay

In vendita su Ebay si trova una copia dell’Almanacco Perpetuo del 1661.

All’Almanacco di 516 pagg. (tavole per calcolare le fasi lunari, previsioni astrologiche, calendari, cronologia dei principali avvenimenti, anagrammi, rebus, un trattato di fisiognomica, nozioni di anatomia, astrologia medica, agricoltura, geografia, cosmografia, eolica, ecc.) segue il Trattato di aritmetica di Ottavio Beltrano (trattato completo che riguarda anche l’aritmetica mercantile, l’aritmetica militare e nel quinto opuscolo, l’aritmetica astrologica) di 142 pagg., stesso stampatore stesso anno. Più precisamente: 24 pagine non numerate compreso il frontespizio,  516 pagine numerate, 1 carta bianca; 142 pagine numerate compreso il frontespizio autonomo. Tutto perfettamente allocato, senza errori di numerazione, e con numerose illustrazioni xilografiche n.t.


La Connaissance des Temps

La Conoscenza dei Tempi

Connaissance des Temps Effemeridi

Creato da Joachim Dalencé 1678, iniziò la pubblicazione un anno dopo, quando l’astronomo Jean Picard ottenne il permesso dal Re di Francia. Questa prestigiosa opera usciva annualmente e riportava le effemeridi dei principali corpi del sistema solare.

Ai nostri giorni La Connaissance des Temps è pubblicata dall’Istituto di Meccanica Celeste e Calcolo delle effemeridi dell’Osservatorio di Parigi, sotto la responsabilità del Bureau des longitudes, Accademia fondata nel 1795 da l’Abbe Grégoire.

Sul sito Gallica potete consultare i testi originali in francesce 1679 al 1831. Sono mancanti gli anni 1800, e dal 1804 al 1830.

Connaissance des Temps 2020 Effemeridi

L’opera è stampata ancor oggi. Sono rimaste solo due copie dsponibili su Amazon per l’edizione del 2020, la quale presenta per l’anno in corso le effemeridi del Tempo siderale, le variabili legate ai nuovi paradigmi dell’Unione Astronomica Internazionale sui sistemi di riferimento e le coordinate del Sole, della Luna e dei pianeti, Plutone, Cerere, Pallade, Giunone e Vesta. Fornisce inoltre informazioni necessarie per calcolare le posizioni dei satelliti di Marte, i satelliti galileiani di Giove, i primi otto satelliti di Saturno e i cinque satelliti principali di Urano. Inoltre, fornisce le informazioni teoriche che consentono di effettuare i calcoli da soli o di utilizzare il software che accompagna il libro.

Questo volume è il 342 ° di un effemeride creato nel 1679 che è apparso senza interruzione dalla sua creazione. Vecchia di progettazione, ma ancora moderna nella sua implementazione, la versione 2020 si basa su alcuni dei recenti sviluppi metodologici realizzati presso l’IMCCE.


L’Almanacco di Barbanera

Barbanera è un celebre almanacco stampato per la prima volta a Foligno intorno alla metà del Settecento. Nell’Ottocento fu così popolare da diventare modello per altri Almanacchi.

Il nome deriva dall’immagine riportata sul frontespizio delle edizioni più antiche, che ritraeva un uomo dalla folta barba nera, con i suoi strumenti di lavoro, e considerato astronomo, astrologo e filosofo. Accanto all’immagine una breve rima che indicava la sua missione: “Gli astri il sole e ogni sfera / or misura Barbanera / per poter altrui predire / tutto quel che ha da venire.”

Nel tempo l’Almanacco di Barbanera fu stampato da vari editori e diffuso in tutta Italia, e non solo.

Fino alla metà degli anni Settanta del XX sec., questo almanacco fu apprezzato soprattutto dai ceti rurali, attratti dall’utilità e dalla semplicità dei suoi contenuti. Venduto da ambulanti nelle fiere e nei mercati, esso divenne uno strumento di divulgazione della lingua italiana.

Barbanera oggi esce sotto forma di almanacco e di calendario da parete o da tavolo, con una tiratura annua di 2.500.000 copie, viene diffuso attraverso edicole e librerie e come omaggio diretto da parte di aziende ai propri clienti come strenna di fine anno.

Potete acquistare su Amazon l’Almanacco Barbanera 2020 o il Calendario Barbanera 2020.

Almanacco Barbanera 2020

Calendario Barbanera 2020

Nel 2015 l’UNESCO ha accolto la Collezione di almanacchi Barbanera conservata a Spello presso la fondazione Barbanera 1762  (356 pubblicazioni tra almanacchi a libretto e lunari da parete pubblicati dal 1762 al 1962) nel Memory of the World Register, il quale censisce e tutela i principali patrimoni documentari dell’umanità, riconoscendo all’Almanacco di Barbanera un valore di universalità avendo contribuito a creare la cultura di massa e l’identità di intere nazioni.


L’Almanach de Gotha

L’Almanacco di Gotha

Almanach de Gotha Almanacco

Il nome deriva dalla città nella quale venne pubblicato, la cittadina tedesca di Gotha, nella Turingia in Germania, già capitale del Ducato di Sassonia-Gotha-Altenburg. La pubblicazione iniziò nel 1763, sotto il regno di Federico III di Sassonia-Gotha-Altenburg.

L’Almanacco venne stampato da Carl Wilhelm Ettinger; in seguito i diritti di stampa vennero acquisiti da Johann Christian Dieterich, fondatore della casa editrice Dieterich’schen Verlagsbuchhandlung.

Questo Almanacco tedesco riporta gli alberi genealogici delle famiglie principesche e della nobiltà europea, successivamente anche quelle dei nobili della Germania, e poi quelle dell’aristocrazia di altri paesi, e degli ordini cavallereschi.

Nel periodo compreso tra il 1763 ed il 1944 vennero pubblicate 181 edizioni dell’opera.

Nel 1945 l’Armata Rossa distrusse gli archivi dell’Almanacco.

Nel 1989, gli eredi di Justus Perthes riacquistarono i diritti sul nome Almanach de Gotha. Nel 1998, un editore con sede a Londra, John Kennedy, ha acquisito i diritti per l’uso del nome Almanach de Gotha da Justus Perthes Verlag Gotha GmbH.

Nel 1998 fu pubblicata la prima delle nuove edizioni (la 182) in inglese, la nuova lingua diplomatica, usata come lingua franca al posto del francese o del tedesco. Perthes considera i volumi risultanti come nuove opere e non come una continuazione delle edizioni che Perthes aveva pubblicato dal 1785 al 1944.

Dal 1998 sono stati stampati due volumi. Il volume I contiene gli elenchi delle case sovrane, precedentemente sovrane e mediate d’Europa, e un elenco diplomatico e statistico; il Volume II contiene gli elenchi delle case principesche e ducali non sovrane d’Europa.

Per maggiori e dettagliate informazioni potete consultare il sito web ufficiale ALMANACH DE SAXE GOTHA.

Nel tempo il termine gotha ha assunto il significato di élite. Lo si usa in ambito giornalistico per indicare la parte migliore di un determinato settore produttivo; per esempio: il gotha della finanza, o il gotha del cinema, o entrare nel gotha dell’industria.


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