Panoramica sulla Cartomanzia in Italia nel 2020

La Cartomanzia in Italia oggi è un settore fiorente. Gli ultimi dati, risalenti al 2018, stimano in 13 milioni il numero di italiani che si rivolgono alla cartomanzia per avere risposte sulla propria situazione attuale e sul proprio futuro, per un fatturato di più di 8 miliardi l’anno, la maggior parte del quale facente parte dell’economia sommersa, da un punto di vista fiscale.

Ma, vediamo ora in dettaglio i soggetti coinvolti in questo “business” miliardario.

I consultanti

Si chiama consultante colui che si rivolge a un/una cartomante per ricevere un consulto, cioè la lettura delle Carte, siano queste Tarocchi, Sibille, Carte napoletane o altri tipi di mazzi usati per la divinazione.

Le motivazioni principali per cui una persona decide di “farsi leggere le carte” sono un disagio interiore e un’incertezza di fondo riguardante il futuro.

Le domande rientrano nelle seguenti sfere:

  • quella dell’amore, degli affetti, delle amicizie, della famiglia
  • quella del lavoro, dello studio, dei progetti
  • quella dei soldi, dei capitali, degli investimenti
  • quella delle controversie legali, acquisto/vendita immobili, autorizzazioni, ecc.

Per quanto riguarda la sfera della salute, è vietato per legge dare qualsiasi tipo di risposta, quindi, non si devono porre domande inerenti a questa sfera.

La tipologia dei consultanti è varia. Ci sono donne e uomini di ogni età. Ovviamente i consulti sono vietati ai minori di 18 anni. Ci sono persone di vari livelli, dall’operaio alla casalinga, dal professionista, al politico, dal laureato a quello che ha solo la Licenza Media, ecc. Ci sono persone che consultano le Carte regolarmente, quelle che lo fanno una tantum, e quelle che lo fanno per la prima volta.

Sicuramente è difficile definire un “target” nel mondo della Cartomanzia, perché, come abbiamo visto, la tipologia di persone è trasversale.

Ma allora, la domanda è: cosa accomuna tutte queste diverse persone?

Mi verrebbe da dire che il denominatore comune è la necessità di sapere cosa sta accadendo e cosa accadrà nella propria vita. E non è forse questa una necessità che ognuno di noi sente, chi più chi meno?

Sapere cosa succede e cosa succederà è un bisogno fondamentale per l’essere umano, perché esso ci permette di avere un maggiore controllo sulla nostra vita. In fondo, è il bisogno di sicurezza che spinge una persona a consultare le Carte. Quando conosciamo una situazione, possiamo decidere quali azioni intraprendere, e come proteggerci; in caso contrario brancoliamo nel buio con il rischio di non essere preparati qualora dovessimo affrontare una difficoltà.

In un tempo di crisi economica, sociale, lavorativa, come quello in cui ci troviamo a vivere oggi, il bisogno di sicurezza aumenta, proprio perché non ci sentiamo più così sicuri.

Ecco allora che si vanno a cercare risposte da qualche parte, e la cartomanzia è un servizio che potrebbe offrire delle risposte alle nostre domande e alle nostre inquietudini.

I/Le cartomanti

Il/la cartomante non è una professione riconosciuta ufficialmente. Con questo intendo dire che non ci sono Piani di Studi Ministeriali che formano Cartomanti, così come si formano psicologi, assistenti sociali, educatori, ecc.; non ci sono nemmeno Istituti privati riconosciuti dallo Stato che abilitano alla professione di Cartomante, come invece sono alcuni Istituti che formano psicanalisti, analisti, ecc. Ciò che c’è a livello di formazione “collettiva” sono solo alcune Associazioni e Scuole che hanno ottenuto lo status di ente formativo e che rilasciano alla fine del corso un Certificato che ha una valenza meramente privata.

Alcune persone si affidano a queste Associazioni/Scuole per ottenere una formazione più o meno strutturata, ma la maggior parte dei/lle cartomanti è autodidatta.

L’autodidattica è considerata una formazione di serie B o C, rispetto alla formazione che si riceve nelle Università o negli Istituti di Formazione Superiore.

In un certo senso l’autodidattica è l’esaltazione della libertà, poiché non si è sottoposti ad alcun controllo esterno. Nessuno darà un giudizio o una valutazione, nessuno potrà promuovere o bocciare, non ci sono verifiche o test da superare.

E così, in questa totale libertà ognuno ha la facoltà di definirsi cartomante. E pensandoci bene, non potrebbe essere che così. Infatti, l’azione cartomantica (il consulto) si fonda sulla sensitività del/lla cartomante.

Come poter “misurare” e valutare la sensitività di una persona? Non ci sono criteri oggettivi per fare tale valutazione, perché la sensitività appartiene alla sfera del paranormale. Questo apre tutto un altro discorso che esulta dal tema di questo articolo, per cui mi fermo qui, tenendo però fermo il punto.

Ovviamente solo una piccolissima parte dei/lle cartomanti ha facoltà paranormali (veggenza, preveggenza, ecc.), la maggior parte, possiamo dire, possiede una sensibilità particolare in grado di collegare elementi diversi e di farne una sintesi.

Questa sensibilità particolare è un dono, un talento, che alcuni decidono di mettere a disposizione degli altri. Un dono non può essere sottoposto a verifiche standardizzate, per tornare al tema della formazione del/lla cartomante. Un talento quale è quello della sensitività o della sensibilità particolare rientra nella sfera della credenza, più che della conoscenza oggettiva e intellettiva.

Nella cartomanzia vale più il credere che il sapere, il sentire più che il vedere.

Questo non significa che il/la cartomante non debba auto-formarsi in modo serio, tutt’altro! Il mondo della Cartomanzia e della Taromanzia è vastissimo; ci sono sistemi interpretavi complessi, ci sono simbologie che richiedono studi approfonditi, ci sono tantissimi aspetti sui quali è necessario avere una formazione.

Se questa auto-formazione viene fatta, allora quel “credere” sarà, almeno in parte, illuminato dalla ragione, sarà fondato su qualcosa che, pur andando oltre i rigorosi limiti della ragione, mantiene una quota di intelligibilità.

Il problema è che oggi la cartomanzia è diventata fondamentalmente un business redditizio.

Continua a leggere l’articolo su Academia.

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