Si possono leggere i Tarocchi da soli?

La risposta è, certamente sì. Per farlo però occorrono due cose fondamentali. Primo, bisogna conoscere la simbologia del mazzo che stiamo usando, e, secondo, occorre essere abbastanza autocritici per riuscire a vedere ciò che le carte ci mostrano.

La scelta del mazzo

Solitamente, è il mazzo a scegliere noi, più che noi a scegliere il mazzo. A me è capitato così, e so che così è capitato a molti altri cartomanti/tarologi.

Quando guardi le immagini raffigurate sulle carte provi una sorta di attrazione, di piacere estetico, di simpatia, per alcuni mazzi, e, al contrario, un fastidio per altri.

Nella scelta del mazzo di Tarocchi lasciati guidare dal tuo istinto, scegli il mazzo che più ti attira, che ti piace, che ti sembra dirti qualcosa. Ecco, quello sarà il tuo mazzo, quello che più si adatta a te. Non è detto che questo “amore” durerà per sempre, magari, in altri momenti sarai attratto da altri mazzi; benissimo, cambia mazzo. L’importante è utilizzi sempre il mazzo che senti più vicino a te in un dato momento.

Non esiste il mazzo giusto in assoluto, esiste solo il mazzo giusto per te.

Come saprai esistono moltissimi mazzi di Tarocchi. Ognuno di essi ha una simbologia propria, pur mantenendo la struttura di base, cioè 22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori.

C’è una simbologia universale che ci deriva dalla conoscenza collettiva e dal mondo degli archetipi e c’è una simbologia specifica che rispecchia la visione che il creatore di quel specifico mazzo di Tarocchi ha voluto imprimere alla struttura generale.

È importante che tu conosca il linguaggio simbolico dei Tarocchi, sia in generale, che per lo specifico mazzo che stai usando.

Per far questo occorre leggere e studiare molto. Immagini, simboli, archetipi appartengono a un mondo complesso che non si finisce mai di scoprire e di conoscere. Non basta leggere un libro per sapere leggere i Tarocchi.

Non scoraggiarti però, studiare è bello, e lo sforzo che farai per entrare in questo mondo simbolico e comprendere il suo linguaggio sarà ricompensato. Ti accorgerai che davanti a te si apre un mondo infinito e questo mondo ti attirerà a sé sempre più. Avrai fame di conoscenza perché quella conoscenza riempie la tua anima e libera il tuo cuore.

Prendere confidenza con gli Arcani

Gli Arcani sono come delle persone. All’inizio ti saranno estranee, ma poi, frequentandole, poco alla volta diventeranno prima dei conoscenti, poi degli amici. Ecco, più frequenti gli Arcani, più essi diventeranno i tuoi amici fidati. Essi ti parleranno con le loro pose, con le loro azioni, con i loro significati.

È importante, quindi, frequentarli il più possibile per entrare in confidenza con loro, e per comprendere cosa ti stanno dicendo.

All’inizio non preoccuparti di teorie, riti, stesure e quant’altro. Osserva ogni Arcano, memorizza l’immagine in ogni suo dettaglio, osserva la scena, i colori, gli oggetti più piccoli che sono raffigurati e che a un primo sguardo ti erano sfuggiti. Confronta gli Arcani Maggiori, disponili a coppie, per esempio, Il Papa e L’Imperatore, La Papessa e L’Imperatrice, Il Sole e La Luna, oppure confronta le carte dispari con quelle pari, o, ancora, disponibile in ordine inverso, dalla carta XXI alla carta I. Prova a considerare Il Matto come un Jolly; dove lo inseriresti? E via, così. Le combinazioni sono tante, l’importante è che tu incominci pian piano a decifrare alcuni codici, per poi mettere insieme il messaggio.

Lo stesso farai con gli Arcani Minori. Osserva i semi, uno ad uno. Confronta, per esempio, gli Assi di ogni seme. Osserva le carte figurate, Fante, Cavaliere, Regina, Re; le metteresti in un ordine diverso? Vedi una gerarchia tra loro? Nota se ci sono dettagli unici, cioè che si trovano solo in alcune carte, ma non in altre. Ecc.

Se ti piace scrivere, potresti inventare un breve racconto per ogni Arcano Maggiore, dove l’Arcano è il protagonista. Oppure inventare una storia dove più arcani sono protagonisti che dialogano tra loro. Scatena la tua fantasia.

In definitiva, gli Arcani devono arrivare a far parte del tuo mondo, e tu, del loro.

Auto-consulti

A questo punto puoi tentare di fare un auto-consulto. Se hai studiato un po’ saprai quali sono le varie stesure, all’inizio scegli una stesura semplice; quella delle tre carte, che indicano passato, presente, e futuro, va bene per un principiante. Utilizza solo gli Arcani Maggiori ed evita le carte capovolte; quando sarai più esperto potrai rendere più complessa la stesura. È sempre bene procedere a piccoli passi; ricordati che il mondo simbolico dei Tarocchi è complesso e occorre tempo e pratica per riuscire a decifrarlo.

Le prime volte ti capiterà di sentirti sconfortata, perché non comprendi il messaggio, non riesci a vedere la relazione tra una carta e l’altra; le carte sembrano non rispondere alla tua domanda.

Non scoraggiarti. Stai davanti a loro e continua ad interrogarle. Potresti fare il gioco delle associazioni per entrare in contatto con ciò che ti stanno dicendo. Per esempio, se nella carta del passato esce L’Eremita, cosa ti viene in mente per prima cosa? Per esempio, solitudine. E dopo solitudine cosa ti viene in mente? Per esempio, buio. E poi? Paura, per esempio. E via così. Ti consiglio di scrivere su un foglio queste parole, così puoi esaminarle alla fine. Quando ti sembra di aver esaurito le associazioni, riprendi la lista delle cose che ti sono venute in mente e ripensa al tuo passato. Trovi degli elementi presenti nella tua vita? Riconosci delle esperienze che sono tue? Sicuramente ti sarà capitato di provare paura. Paura per cosa? Paura di chi?

Continua questo esercizio anche con la carta del presente e del futuro. Vedrai che alla fine il quadro sarà più chiaro, le immagini assumeranno un senso per te, cominceranno a parlarti, magari ad indicarti una strada nuova, o a farti venire una idea nuova.

Non interrogare gli Arcani più di una volta al giorno. La loro parola, il loro responso, è un messaggio, non sono chiacchiere. Una volta inviato un messaggio quello è, essi non cambiano idea l’ora dopo. Tratta gli Arcani con il rispetto che meritano.

Spirito critico

Come ho detto all’inizio, per poter leggere i Tarocchi da soli bisogna essere abbastanza autocritici, cioè avere la capacità di lasciarsi interrogare, magari di metterci in discussione. Occorre essere capaci di ammettere di sbagliare e avere la volontà di cambiare.

Non c’è spirito critico se non c’è un minimo di autocoscienza. L’autocoscienza è la consapevolezza di noi stessi, di ciò che siamo, di ciò che vogliamo, di quelli che sono i nostri limiti e le nostre paure.

Se hai paura di guardarti in faccia, troverai mille pretesti per non farlo. Eviterai ti avvicinarti troppo ai tuoi punti sensibili, perché sai che ti fanno soffrire, ti confondono, oppure ci sei affezionato per li consideri una cosa tua, intima e nascosta che nessuno deve toccare, nemmeno tu.

Le paure, i sensi di colpa, le insicurezze sono nemiche dello spirito critico. Esse sono forze conservatrici, che detestano essere toccate e messe in discussione. Lo spirito critico, invece, è energia in movimento, è come un vento che scuote via la polvere, esso sprona al cambiamento, al rinnovamento, alla creazione di qualcosa di nuovo.

Ecco che i Tarocchi, con le loro immagini e simboli, sono quel vento che arriva a spazzare via la polvere depositata su di noi dalla nostra storia, dalle nostre esperienze di vita. Essi ci interrogano, ancor prima che risponderci.

Ci vuole coraggio, certo. I Tarocchi sono potenti, ma non tiranni. Affidati a loro con fiducia, e pian piano ti accorgerai che essi sono in grado di cambiare la tua vita, di renderla meno oscura e decisamente più luminosa e serena.

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