Ipotesi sulla origine dei Tarocchi

Qualsiasi tipo di mazzo di Tarocchi prendiate in mano oggi, esso sarà formato da 72 carte, cioè da 22 Arcani Maggiori e da 56 Arcani Minori.

Negli Arcani Maggiori troviamo immagini di origine biblica, come il Giudizio e il Diavolo; immagini che rappresentano le virtù, come la Giustizia, la Temperanza e la Forza; immagini degli astri, come la Stella, il Sole e la Luna; immagini dei personaggi dell’epoca, come L’imperatore, L’imperatrice, Il Papa, la Papessa, L’eremita, Il Mago (Le Bateleur), Il Matto; le immagini dei principali desideri umani, come Il Carro (simbolo del potere) e Gli Amanti; quattro immagini inerenti al destino dell’uomo, come L’Appeso, La Torre (La Maison-Dieu), La Morte, la Ruota della Fortuna; e l’ultima carta, Il Mondo, che chiude la sequenza.

Poi abbiamo gli Arcani Minori, o Carte dei Semi, costituite da 4 semi di 14 carte, per un totale di 56 carte.

I semi possono essere quelli italiani tradizionali, Coppe, Spade, Bastoni, Denari, oppure i semi francesi, Cuori, Picche, Fiori, Quadri, oppure quelli tedeschi, Foglie, Ghiande, Campanelli, Cuori.

Ogni seme è formato da 10 carte che vanno dall’Asso al 10, e da 4 carte figurate, Re, Regina, Cavaliere, Fante.

È opinione comune che inizialmente si usassero solo i numeri dall’1 al 9 o dall’1 al 10, e che solo successivamente vennero aggiunti i cosiddetti “Onori” o “Carte di Corte”, cioè il Re, la Regina, Il Cavaliere, il Fante.

Il Gioco delle Carte è sicuramente un gioco molto antico di origine medio-orientale o orientale e ha una storia e uno sviluppo proprio, fino ad arrivare ai nostri attuali mazzi di carte da gioco, formati da 40 carte (ad esempio, usate nella Briscola e nella Scopa) o da 52 carte (o in forma raddoppiata nella Scala 40).

I Trionfi, cioè gli Arcani Maggiori, hanno, invece, una storia più recente. Ufficialmente si ritiene che essi nascano verso la metà del XIV secolo. Forse, inizialmente utilizzati come un gioco a sé, e solo successivamente uniti al mazzo degli Onori.

Le ipotesi sono disparate, e vanno da quelle di tipo storico, che si sforzano di trovare documenti che possano provare la validità della tesi, fino a quelle di tipo esoterico, che percorrono sentieri totalmente diversi.

Vediamo, in sintesi, alcune di queste ipotesi, che intendono datare l’origine dei Tarocchi prima del XIV secolo.

Ipotesi dell’origine indoasiatica. Alcuni sostengono che i Tarocchi siano simili agli Avatars di Vishnu. In sanscrito, Avatar indica la discesa del Principio Divino, Vishnu, dal mondo spirituale a quello materiale. Una sorta di incarnazione, o, meglio, di manifestazione del divino. Questa visione risale all’Era Vedica della storia dell’India, fino al VI secolo a.C., prima che nascesse l’induismo.

In India, ancora oggi, si usano mazzi con 120 carte, tante quante sono incarnazioni di Vishnu, con 10 semi diversi costituiti da animali e da oggetti. In questi si possono trovare assonanze con i semi usati nei mazzi di carte europei, ma nulla di veramente somigliante ai Trionfi.

Ipotesi dell’origine cinese. Questa ipotesi segue la pista della cosiddetta Carta-Moneta. In Cina, tra il VII e il X secolo d.C. circolava già la moneta di carta. In quelle banconote venivano raffigurati gli effigi degli imperatori o altri simboli.

Queste banconote venivano usate anche come carte per il gioco. La pratica di questo gioco con le banconote si era diffusa rapidamente e con conseguenze preoccupanti, tanto che nel 1120 d.C. alcuni editti imperiali cercarono di disciplinare l’uso delle carte-moneta come gioco o come divinazione.

Ipotesi dell’origine egizia. Antoine Court de Gabelin, vissuto tra il 1719 e il 1784, fu uno dei primi, e il più famoso, sostenitore dell’origine egizia dei Tarocchi. Egli fu un pastore protestante, censore reale e massone francese.

Nel volume “Le Monde primitif”, pubblicato nel 1781, egli sostenne che gli Arcani Maggiori erano i resti di un antico libro egizio, il Libro di Thoth, andato distrutto nell’incendio dei Templi, nel quale si descriveva il rituale della trasformazione dell’uomo, da essere mortale a essere divino.

Gabelin sostenne che i Tarocchi fossero un’allegoria della religione egizia e che venne introdotti in Europa dagli zingari, considerati una tribù di antichi egizi.

Ipotesi dell’origine zingaresca. Da sempre gli zingari hanno pratico le arti divinatorie con vari strumenti e vari riti. Le carte comparvero nell’Impero bizantino e nei Balcani verso il X secolo e si addentrarono in Europa nel XIV secolo. A quell’epoca le carte da gioco erano ampiamente diffuse.

Ipotesi dell’origine araba. Gli esperti ritengono che l’origine delle Carte dei Semi risalga a mazzi arabi importati in Europa nel Medioevo, che venivano chiamate “Carte Saracene”. Ma queste carte di origine araba non potevano contenere delle vere e proprie illustrazioni, poiché l’Islam proibiva la raffigurazione di immagine umane, considerandola una pratica immorale.

Alcune ipotesi vedono in un antico mazzo di carte arabe l’origine dei Tarocchi. Questo mazzo, detto dei Mamelucchi, conteneva delle figure che mostravano dei disegni astratti di persone. Esso però si ispira ad un mazzo precedente, proveniente dall’Oriente attraverso la Persia, e datato tra il XII e XIII secolo. Questo mazzo si sarebbe poi diffuso in Spagna, in Italia e successivamente in tutta Europa.

L’ipotesi dell’origine ebraico-cabalistica fu quella che ebbe maggiori sostenitori di grande rilevanza nel mondo dei Tarocchi.

Il primo fu Alphonse Lousi Constant, conosciuto come Eliphas Levi, vissuto tra il 1810 e il 1875, fu abate e noto cabalista.

Egli, riprendendo alcune tesi di Gebelin, sosteneva che i Tarocchi rappresentavano i simboli della scienza sacra degli Ebrei, conservati dai cabalisti dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme.

Alla fine dell’Ottocento, Gerard Anaclet Vincent Encausse, conosciuto come Papus, medico, occultista e mago, vissuto tra il 1865 e il 1917, confermò le tesi di Levi, e, in più, accostò i 22 arcani alle corrispondenti lettere dell’alfabeto ebraico.

Infine, ricordiamo Oswald Wirth, celebre occultista, alchimista, massone ed esperto di Tarocchi, vissuto tra il 1860 e il 1943, il quale confermò le tesi di Papus e creò dei Tarocchi nei quali i personaggi erano raffigurati in abiti egizi.

Infine, abbiamo l’ipotesi dell’origine italiana. Gli studiosi hanno identificato in vari documenti ufficiali e amministrativi nella nostra Penisola le tracce di una origine prettamente italica dei Tarocchi risalente alla metà del XV secolo. Che gli Arcani Maggiori come gli Arcani Minori esistessero già in qualche forma anche prima XV secolo e anche altrove è fuori di dubbio. Ma solo in Italia nel venne realizzata una nuova sequenza di Tarocchi, che non fu solo una giustapposizione degli eventuali preesistenti Arcani Maggiori e Minori.

Questo primo mazzo di Tarocchi fu chiamato “Trionfi” e venne realizzato alla corte di Filippo Maria Visconti, Duca di Milano, nella prima metà del Quattrocento.

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