Divinazione Cartomanzia Tarologia

Divinazione

1. La Divinazione è l’arte d’indovinare il futuro, ed è una pratica antichissima. L’uomo di ogni epoca ha sempre sentito il bisogno di sapere cosa gli riserva il futuro, se gli dèi gli saranno propizi o meno, se le sue imprese andranno a buon fine o se saranno destinate alla sconfitta.

2. Gli antichi hanno sempre dato molta importanza al Fato, al Destino. Questo Destino è come una traiettoria già tracciata dagli dèi per ognuno di noi. È una traiettoria che parte dalla nascita e finisce con la morte, abbraccia quindi il passato, il presente e il futuro.

3. Il passato e il presente li conosciamo, uno perché lo abbiamo già vissuto e l’altro perché lo stiamo vivendo, ora. Il futuro, invece, nessuno lo conosce. Ma attraverso l’arte divinatoria l’uomo cerca di scoprire il futuro, quella dimensione del tempo che non è ancora, ma che è già tracciata.

4. Divinazione deriva dal verbo latino “divinus” (divinare), che significa “ispirato alla divinità,” (in-dovino), “profetico” (profeta).

5. Nell’antichità classica si divideva la divinazione in due categorie: la mantica induttiva e mantica intuitiva.

6. La mantica induttiva si fonda sull’interpretazione di segni, come i fenomeni celesti, il volo degli uccelli, la forma delle viscere, oppure eventi deliberatamente provocati come l’uso dei dadi, di bastoncini, o altri oggetti che vengono lanciati o estratti a caso. Colui che si dedica a questo tipo di mantica possiede una vera e propria arte divinatoria.

7. La mantica intuitiva si fonda sull’ispirazione diretta da parte della divinità o di altra figura mitologica o sacra, di cui il profeta è tramite e “medium” tra Dio e l’uomo. Uno degli strumenti più utilizzati in questo tipo di mantica è il sogno. Oracoli e sibille antiche fanno parte di questo tipo di divinazione, la quale rivendica un contatto diretto con la divinità da parte di chi la pratica.

Cartomanzia

1. La cartomanzia è un metodo di divinazione che si pratica con le carte da gioco, sia quelle comuni che i Tarocchi.

2. Il principio alla base della cartomanzia ha origine in ambito alchemico, dove una legge fondamentale recita: “Come sopra, così sotto”, intendendo con questa espressione che ciò che avviene nell’universo metafisico (sopra), si riflette nel mondo fisico (sotto). La realtà fisica e quella metafisica sono intimamente collegate. Il cielo e la terra sono in relazione uno con l‘altra e ciò che avviene da una parte, avviene anche dall’altra.

3. Le prime testimonianze sull’uso delle carte da gioco a scopo divinatorio risalgono al XV secolo. C’è da dire che nel XV e XVI secolo il gioco delle carte era sprovvisto di una struttura teorica, e il gioco si limitava all’aspetto casuale e a una interpretazione più che altro legata alle necessità pratiche della vita quotidiana.

4. Dobbiamo aspettare il XVIII secolo per vedere nascere nell’ambito degli occultisti francesi una pratica divinatoria strutturata, e che possiamo oggi chiamare cartomanzia moderna.

5. L’occultista francese Jean Baptiste Alliette, detto Etteilla, nel 1770 pubblicò un libro dal titolo Etteilla, ou la manière de se récréer avec un jeu de cartes (cioè, Maniera di crearsi un gioco con le carte chiamate Tarocchi) sull’uso divinatorio di un mazzo di carte per il gioco del Piquet, al quale Etteilla aggiunse una carta speciale detta “di Etteilla”. Il metodo includeva l’apertura, ovvero la disposizione sul tavolo delle carte in varie disposizioni ed assegnava significati rigorosi a ciascuna carta a seconda se era diritta o capovolta. Nella sua prefazione Etteilla spiegò di aver imparato il suo sistema da un italiano; ma non sappiamo quale fu il suo reale contributo alla simbologia esposta nel suo insegnamento. Questo testo è il più antico resoconto scritto conosciuto di un metodo divinatorio di lettura delle carte. La sua seguace, Madame Lenormand fu una nota cartomante, alla quale pare si rivolgesse anche Josephine de Beauharnais, prima moglie di Napoleone.

6. Nei secoli XIX e XX la cartomanzia moderna, quella che utilizza i Tarocchi come strumento di divinazione, raggiunse il massimo splendore grazie alla creazione di nuove teorie e nuovi mazzi da parte di importanti occultisti.

7. Anche ai nostri giorni e nelle nostre società avanzate l’interesse per i Tarocchi è elevato. Molte persone si interessano ad essi: chi per semplice curiosità, chi con l’interesse e l’intendo di studiarli approfonditamente, chi solo con lo scopo di guadagnare, e chi per avere risposte.

8. Nella Lettura dei Tarocchi si è sempre solo in due, il/la cartomante e il/la consultante.

9. Il/la cartomante è colui che utilizza i Tarocchi nell’ambito della cartomanzia, cioè di quell’arte divinatoria che ha lo scopo di prevedere eventi futuri. La cartomanzia è un’arte divinatoria pura e semplice.

10. “Manzìa” deriva dal greco e significa “indovino”. Quindi, cartomanzia, significa indovinare utilizzando le carte.

11. Il cartomante, vero e proprio, deve, per forza di cose, possedere delle capacità paranormali, una certa dose di preveggenza e di sensitività, oltre che ad una solida formazione teorica.

12. Il fatto è che veramente poche persone possiedono questi doni. Ma allora cosa dire di tutti quelli che leggono le carte e che spacciano per cartomanti? Sono veramente tutti dei ciarlatani e degli imbroglioni? La risposta è no.

13. Il cartomante che rimane nell’ambito della cartomanzia può essere un ottimo lettore di Tarocchi. Lui o lei conosce molto bene il metodo e la tecnica e li applica in modo corretto. Se è vero che sono le carte a “parlare”, cioè a “rivelare”, è sufficiente che il cartomante faccia una lettura corretta, secondo le regole e le leggi del metodo che utilizza, per potersi definire un onesto e bravo cartomante. È una questione di preparazione e di rigore.

14. Il mazzo di Tarocchi che il cartomante utilizza indica, o dovrebbe indicare, quale metodo sta applicando.

Tarologia

1. Forse alcuni di voi avranno sentito parlare di tarologia nel mondo dei Tarocchi. E magari qualcuno si chiede qual è la differenza tra la cartomanzia e la tarologia?

2. Il significato di cartomanzia l’ho appena spiegato, ora vediamo il significato di tarologia.

3. “Logìa”, deriva dal greco, e significa discorso, studio, teoria, dottrina. Quindi, tarologia significa letteralmente discorso sui Tarocchi, dottrina dei Tarocchi.

4. Alejandro Jodorowsky fu il primo a coniare questa espressione per indicare un nuovo, rivoluzionario, approccio ai Tarocchi, e unicamente ai Tarocchi di Marsiglia nella versione Camoin-Jodorowsky.

5. La tarologia non ha una finalità divinatoria, non prevedere eventi futuri. Lo scopo principale della tarologia, e quindi che tarologo, che è l’operatore che applica il metodo tarologico, è quello di mettere il consultante in relazione con l’aspetto simbolico delle immagini dei Tarocchi in modo che l’inconscio possa emergere e, quindi, portare alla luce paure, blocchi, desideri, e forze interiori.

6. Non si deve però confondere questo metodo con una terapia psicologica vera e proprio. Chi ha problemi di tipo psicologico deve rivolgersi a un medico o a uno psicologo; i Tarocchi, semmai, sono un percorso di tipo estetico-simbolico, una pratica creativa, uno strumento che aiuta ad entrare in contatto più profondo con se stessi.

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